GABRIEL JESUS: Predestinato

Nel 1997, all’età di appena 21 anni, Ronaldo Luís Nazário de Lima vince il suo primo Pallone d’Oro. Manco a dirlo, il più giovane di sempre. Nello stesso anno, in una favela a nord di San Paolo, nasce un bambino di nome Gabriel Fernando de Jesus, noto a tutti come Gabriel Jesus. Che fosse un predestinato, in Brasile avrebbero dovuto capirlo subito.

Abbagliati dalle gesta in Europa, e non solo, di O’ Fenomeno, nessuno in patria nota questo ragazzino che cresce giocando a calcio per strada. Dopo aver militato in alcune squadre dilettantistiche della regione, ha la fortuna di esser visto da un osservatore del Palmeiras. Nel 2013 firma così il suo primo contratto a livello giovanile con un club professionistico. La sua prima stagione col club brasiliano si conclude con 48 reti in 54 partite. A 16 anni.

Vi ricorda qualcuno?!

Nel 2015 esordisce finalmente nella prima squadra del club. Coi più grandi Gabriel Jesus però si trova a meraviglia: segna infatti 12 gol fondamentali – non male per un’ala – che aiuteranno la squadra a vincere il Campionato Paulista. Non accadeva da ben 22 anni.

Un caso?! No, è semplicemente un predestinato.

Lo nota quindi mezza Europa. Mancini lo vuole all’Inter, ma ci sono anche Real Madrid e Barcellona che possono garantire decine di milioni al Palmeiras ed al ragazzo. Se ne accorge però anche Pep Guardiola, alla ricerca di un altro giovane attaccante per il suo nuovo Manchester City. L’estate 2016 è caratterizzata da un’altra campagna acquisti stellare dei Citizens. Tra i più sono infatti arrivati Claudio Bravo, John Stones, Leroy Sané, Ilkay Gundogan e Nolito. Chiaramente, pagati a peso d’oro. L’ex tecnico di Barcellona e Bayern Monaco, però, non è ancora soddisfatto e appena vede il brasiliano ne è sicuro: “Lui è mio“. Gli sceicchi ovviamente lo accontentano, e così il 3 agosto 2016 Gabriel Jesus passa ufficialmente al Manchester City per 32 milioni di euro.

Nel frattempo, il ragazzo si “permette” anche di vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Dici poco. Quel Brasile era fatto da tanti giovani – così come vuole lo spirito di queste ultime edizioni – a cui si aggiungeva però una stella in particolare: quella di Neymar da Silva Santos Júnior. Forse anche questo lo porterà a cambiare ruolo nei mesi successivi. La corsia di sinistra è zona intoccabile nella Seleçao: è roba di O’ Ney. Gabriel Jesus è quindi costretto a ricoprire uno spazio più centrale in campo, quello del numero 9 – quello di O’ Fenomeno – altro ruolo “mistico” nella nazionale brasiliana. Le sue prestazioni all’Olimpiade e la sua intesa con l’allora fenomeno del Barça gli valgono la chiamata in nazionale maggiore. Il suo debutto arriva il 1° settembre nella vittoria per 3-0 contro l’Ecuador, gara di qualificazione ai mondiali di Russia 2018. Per la cronaca: segna una doppietta. Da lì in poi, la sua esperienza con la casacca verdeoro sarà tutta in discesa. E lo è tutt’ora. Brasile qualificato ai prossimi mondiali con largo anticipo e da primo classificato nel girone unico sudamericano. Il ct Tite ha trovato la perfetta quadratura del sistema: solido centrocampo a tre e la mostruosa coppia Neymar-Coutinho a supporto proprio di Gabriel Jesus. C’è poco da fare: con questa squadra, la Seleçao è tornata ad essere una delle nazionali favorite a vincere la Coppa del Mondo. ù

 

Il ragazzo vede anche i compagni. Così. (Credits: giphy.com)

 

Nonostante la sua esplosione così prematura, gli Sky Blues decidono però di lasciare il giovane talento brasiliano in prestito al Palmeiras per altri 6 mesi. Il ragazzo arriva così in Inghilterra solo ad inizio 2017. Esordisce in Premier League il 21 gennaio all’Etihad contro il Tottenham. I suoi tifosi non dovranno però aspettare molto per vedergli segnare il suo primo gol: Gabriel Jesus va infatti a segno prima nella vittoria esterna per 0-4 contro il West Ham e poi con una doppietta decisiva per il 2-1 casalingo contro lo Swansea.

Agli occhi dei più, il ragazzo sarebbe un ottimo esterno sinistro, dotato di grande velocità e dribbling. L’allenatore catalano, però – che qualcosa di calcio ci capisce – lo vede più al centro. Vuole mettere il giovane nelle condizioni migliori per far più male possibile agli avversari. In un attimo, Gabriel Jesus diventa quindi il nuovo centravanti del Manchester City. Fin da subito, il ragazzo dimostra una capacità innata di vedere la porta. Tanti, quasi tutti in Brasile ci sanno fare con il pallone. Ma lui ha qualcosa in più, qualcosa di speciale. Si muove come nessuno, ha fiuto per il gol, sente l’odore della paura di chi ha di fronte. Come detto nasce esterno, ma pian piano si evolverà ed accentrerà la sua posizione. Diverrà devastante. Non ha il fisico di un vero numero 9, ma è veloce, tecnico, furbo. È un killer d’area di rigore. Lo marchi stretto per non fargli ricevere palla e lui ti chiama la profondità, gli dai spazio per non permettergli di scapparti via e lui ti viene incontro a duettare con i compagni. E poi sa. Sa quando è il momento di accelerare, di cambiare passo e di lasciarti lì. Sa quando sei in difficoltà e quando farti male. E sa – ultimamente, molto spesso – quando farti gol.

 

Non c’è niente da fare: sa sempre prima degli altri dove arriverà il pallone. E ci va. Con quella cattiveria lì. (Credits: giphy.com)

 

Poche settimane dopo il suo debutto in Premier, però, qualcosa va storto: il classe 1997 è infatti vittima di un grave infortunio al quinto metatarso del piede destro, che lo costringerà a stare lontano dai campi per circa 2 mesi e mezzo. Tutti a Manchester capiscono che sarà una brutta perdita. Il City lottava infatti per il titolo con il Chelsea, ma nei mesi successivi perderà troppo terreno e non riuscirà più a recuperare la formazione guidata da Antonio Conte. Gabriel Jesus tornerà solo a fine aprile, nel derby terminato in un pareggio senza reti contro lo United. L’attaccante però, riprende proprio da dove aveva finito: segnando. Appena tre giorni dopo, infatti, il numero 33 realizza un gol fondamentale per il pareggio dei suoi contro il Middlesbrough. I suoi primi 6 mesi ai Citizens, dunque, si concludono con un buon bottino di 7 reti in 11 partite. Non male per un ragazzino che, per intenderci, non ha praticamente mai visto pioggia e neve.

In tanti dicono che Gabriel Jesus sia l’attaccante del futuro. Beh, si sbagliano. Gabriel Jesus è l’attaccante del presente.

 

Corsa, voglia, rabbia, qualità: tutto questo è Gabriel Jesus. (Credits: giphy.com)

 

La sua nuova stagione inizia, se possibile, ancora meglio. Dopo la doppietta realizzata contro il Liverpool nel match giocato il 9 settembre, Guardiola ristabilisce le gerarchie. Il risultato è: Gabriel Jesus titolare, Aguero in panchina. Cosa?! Aguero?! Sergio El Kun Aguero?! Esattamente, proprio lui. L’argentino non stava convincendo il tecnico spagnolo, che decide così di farlo accomodare affianco a lui. Spazio al ragazzo brasiliano.

Tanto per capirci, Sergio Aguero nel 2015 è stato eletto miglior marcatore della Premier League con 26 reti. È primatista per gol segnati in competizioni europee sia con l’Atletico Madrid (20) che con il Manchester City (30). Con 177 reti è il miglior marcatore di tutta la storia del club inglese. Soltanto in campionato – considerato il più difficile al mondo – Aguero ha collezionato 188 presenze e 129 gol in 6 stagioni. Nonostante tutto questo, Pep Guardiola decide di tenerlo in panchina. Nel suo 4-1-4-1 tutto velocità e fantasia, è Gabriel Jesus ad essere il primo finalizzatore. Lui è la punta di diamante di un sistema perfetto. Il City è infatti al momento primo in classifica con 8 vittorie ed un pareggio, con una differenza reti di +28. Pazzesco.

Gabriel Jesus non manca nemmeno di personalità. Arrivato in Europa, ha ben in testa dove vuole arrivare e chi far salire sul suo carro da vincitore. Di certo, non la sua ex ragazza ai tempi del Palmeiras. Inconfondibile è infatti diventata ormai la sua esultanza mentre si porta la mano all’orecchio mimando il gesto del telefono. Come lui stesso ha raccontato, sta simboleggiare tutte le volte che lui ha provato a chiamarla ma senza mai ricever risposta. Poi, una volta passato al Manchester City, la giovane brasiliana lo avrebbe tempestato di messaggi in cerca di una seconda possibilità: detta in modo un po’ meno velato, in cerca di soldi. Il centravanti però lo sa bene e non dimentica quello che lei gli ha fatto passare quando ancora non era famoso. Ecco quindi che ad ogni gol segnato – e quindi, probabilmente, ad ogni bonus economico che gli arriva in tasca – si vendica di colei che non lo voleva e che ora invece, trasferitosi nella ricca Inghilterra, lo desidera ardentemente.

Questo è Gabriel Jesus, il nuovo fenomeno del Manchester City. Il nuovo numero 9 del Brasile. Se Neymar è paragonato a Pelé, senza scomodare nomi illustri o forzare un confronto, Gabriel Jesus potrebbe essere paragonato proprio a Ronaldo. Le caratteristiche sono leggermente diverse – sebbene il classe 1997 sia ancora all’inizio della sua carriera – ma le possibilità per avvicinarsi a O’ Fenomeno ci sono tutte. Solo il tempo ci darà risposta. Intanto, stiamo a vedere cosa accadrà in Russia.

 

 

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Un pensiero su “GABRIEL JESUS: Predestinato

  1. […] Gabriel Jesus è un classe ’97, e dal suo arrivo si è preso rumorosamente il posto da titolar…. Ma quell’Aguero lì eh, quello che pur passando mesi infortunato ha una media di 20 gol a stagione in Premier dal 2011 a oggi. Certo, ci voleva Guardiola. Certo, ci voleva il calcio inglese. Ma intanto un ragazzo di 20 anni è la punta titolare della favorita per il titolo. E Dio solo sa i danni che farà in Russia con la Seleçao. […]

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