PALLONE D’ORO 2017: la fine di un’era

Photo Credits: Getty Images

Sono stati recentemente annunciati i 30 finalisti per il FIFA Ballon d’Or 2017. Tante facce conosciute e tanti nomi nuovi nella lista. Ma chi è attualmente il più forte giocatore del mondo? No scusate, domanda sbagliata. Chi è che più merita il premio del Pallone d’Oro? Chi ha giocato meglio? Chi ha vinto di più? Andiamo a vedere cosa dice la FIFA a riguardo.

IL REGOLAMENTO FIFA: IL PIÙ FORTE O IL PIÙ BRAVO?

Il FIFA Ballon d’Or”  marcato France Football è il massimo riconoscimento personale per un calciatore. Rappresenta il coronamento di un sogno, la ciliegina sulla torta di una stagione fantastica. Dal 2016 – per garantire la massima imparzialità – il voto è stato ristretto a 173 giornalisti che esprimono il proprio personale podio (l’Italia è rappresentata da Paolo Condò), basandosi sui criteri indicati dalla FIFA:

  • insieme delle prestazioni individuali e di squadra durante l’anno preso in considerazione;
  • valore del giocatore (talento e fair play);
  • carriera;
  • personalità, carisma.

Questi parametri sono addirittura messi per iscritto nell’articolo 10 del relativo regolamento. Diciamo che se volevano definire un ambito di valutazione, beh, non ce l’hanno fatta. Con dei parametri così vasti ed ambivalenti, non c’è alcun aspetto di un calciatore che non venga considerato (addirittura il fair play?). Il risultato – alla fine – è che i criteri veri e propri vengono interpretati a piacere dai votanti.

Ognuno decide se premiare il proprio giocatore preferito, il più in forma o quello che ha vinto di più.

E così non va. Sarebbe quantomeno il caso di limitare l’arco temporale all’anno solare in cui si assegna il premio. Perché includere la carriera? La UEFA assegna già un premio alla carriera, ma non ha neanche lontanamente il prestigio del Pallone d’Oro. Non vi ricordate neanche chi sia stato l’ultimo a vincerlo, quel premio. E forse non eravate nemmeno a conoscenza che ne esistesse uno. In merito a ciò, a noi piacerebbe vedere una sorta di Hall of Fame dei migliori di sempre – come quella del basket americano – per la celebrazione delle grandi carriere.

Chi merita allora il Pallone d’Oro? Il calciatore più forte del momento o colui che durante quel preciso anno solare ha fatto le cose migliori? C’è una bella differenza. C’è una bella differenza da essere il migliore, ed esser stato il più bravo. In una qualsiasi partita, se a vincere dovesse essere sempre la squadra più forte, allora sarebbe inutile competere.

Ma per fortuna non è così.

ORA, CHI MERITA IL PALLONE D’ORO 2017?

Parliamoci chiaro, se dovessimo votare ogni anno il miglior giocatore sulla faccia della terra, la scelta si ridurrebbe sempre a quei due. Ognuno di noi può decidere chi ha giocato meglio quell’anno, ma sempre loro due sono. Perché l’ultima decade del calcio è stata la loro, per manifesta superiorità. Da quasi dieci anni, ad ogni edizione, si presentano come i giocatori che hanno segnato e vinto di più al mondo. Con una costanza impressionante.

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Quei due (Credits: LaPresse)

Dal 2008 ad oggi, Messi e Cristiano Ronaldo si sono alternati in cima al podio del più forte. E quest’anno non dovrebbe fare eccezione. Ma i criteri – li abbiamo visti – non sono solo questi. Nonostante ciò, molti mettono ogni anno al primo posto del proprio podio, il giocatore che ritengono più talentuoso, senza quasi considerarne la stagione. Tralasciando il miglioramento, la continuità o l’annata sorprendente di molti altri. Nei fatti, si vota chi ha giocato meglio fra quei due, anche quando nessuno dei due – nell’annata in considerazione – ha vinto un trofeo internazionale.

Ora, facciamo due conti.

Cristiano Ronaldo è il detentore in carica del trofeo, e non potrebbe essere diversamente visto che l’anno scorso ha portato a casa un’altra Champions League con il suo Real Madrid – ovviamente da protagonista – ed uno storico Europeo con il suo Portogallo – battendo in finale i padroni di casa francesi.

Ma quest’anno? Beh, anche quest’anno non ci sono grossi dubbi. Da inizio 2017, il portoghese ha infatti già vinto:

  • il Mondiale per Club, segnando una tripletta in finale;
  • la Liga Spagnola davanti al Barcellona, totalizzando 24 gol in stagione;
  • la seconda Champions League consecutiva, con tanto di doppietta in finale;
  • la Supercoppa Europea contro il Manchester United di Mourinho.

Ah, e nel frattempo si è laureato capocannoniere della Champions per la quinta volta CONSECUTIVA e per la sesta (!) volta in carriera. Se conoscete uno che ha fatto meglio, non credo giochi a pallone. Salvo grosse sorprese, dunque, CR7 è diretto verso il suo quinto Pallone d’Oro, che lo porterebbe al pari di Lionel Messi.

Ma qualcosa, forse, sta per cambiare.

LA FINE DI UN ERA

Anche se rimangono ancora nettamente i più forti di tutti, ci stiamo avvicinando alla fine di un’era. Ronaldo e Messi hanno appena passato i trent’anni, non sono di certo vecchi. Segnano entrambi praticamente un gol a partita e sono ancora dei fenomeni in grado di deciderla quando vogliono. Ma anche loro adesso devono tirare il fiato, e dovranno farlo sempre più spesso.

Anche la situazione di Real e Barca induce a pensarlo. I blancos con Ancelotti e Zidane hanno raggiunto l’apice a cui poteva ambire questa generazione di campioni, con addirittura tre Champions League all’attivo in quattro anni. Più in alto di così sarà difficile arrivare. Inoltre, probabilmente, dall’anno prossimo inizierà il “passaggio del testimone”, con la consacrazione dei vari Asensio, Mayoral, Ceballos, Llorente, Vazquez, con CR7 che dovrà – suo malgrado – lasciare sempre più spazio ai nuovi.

Il Barcellona, invece, con la cessione di Neymar, il ritiro di Xavi e gli anni che si fanno sentire sulle gambe di Iniesta, dà ufficialmente inizio ad una complicata e dolorosa rivoluzione che vedrà probabilmente la Pulga – dopo l’addio al calcio giocato di Don Andrés – lontana dalle prossime finali di Champions League.

Ecco quindi, che sembra esser arrivato il momento di O’Ney. Non lo scopriamo di certo oggi che Neymar è uno dei migliori al mondo. Ma nella partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions dell’anno scorso contro il PSG, qualcosa è cambiato. Non più all’ombra dell’amico Messi, ora a Parigi il palcoscenico è tutto per lui.

Ultimo secondo, sono tutti in area e sei sul tuo piede preferito. In quanti se la sposterebbero sul sinistro per cercare una palla del genere? (Credits: giphy.com)

Il brasiliano sta già facendo cose incredibili, è determinante come pochissimi in questo momento. Dovesse confermarsi anche al primo anno in una squadra di club da primo violino, allora ha serie possibilità di vincere quel premio. Ricordiamoci poi di una cosa. Questo – fa sempre un po’ paura dirlo – è l’anno del Mondiale. E in Russia, il Brasile ci sarà eccome. I verdeoro arriveranno alla competizione dopo essersi qualificati per primi nel terribile girone unico sudamericano. Hanno letteralmente sbaragliato tutti, non c’è mai stata storia in chiave qualificazione. Tre gol all’Argentina, tre all’Uruguay, tre al Cile. Dovesse portare a casa anche la Coppa del Mondo, Neymar diventerebbe a dir poco un Dio.

Dani Alves, suo grande amico ed ora nuovamente compagno di squadra al PSG, ha detto di lui:

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Credits: SpazioJ

Alcuni giocatori hanno la bacchetta magica e Neymar è uno di loro. Se vuole vincere il Pallone d’Oro, lo farà. Se vuole essere il miglior marcatore di tutti i tempi del Brasile, lo sarà. Gli piace giocare a calcio e migliora stagione dopo stagione. È come un buon vino.”

 

Pronto a contendergli il Ballon d’Or, c’è l’erede diretto della pulce: Paulo Dybala. Con la gentile collaborazione dei vari Griezmann, Hazard, Gabriel Jesus, Mbappè, Coutinho, Pogba, Dembelé, Asensio e tanti altri giovani fenomeni che non vediamo l’ora di scoprire.

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Credits: The Independent

Quando Messi e Ronaldo torneranno sulla terra, Neymar e Dybala saranno pronti a darsi battaglia per il trofeo. Ma stavolta, probabilmente, non sarà più una corsa a due.

 

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